Le donne che hanno conquistato il diritto ad andare in bici

Tra i tanti diritti per cui le donne hanno dovuto combattere, c’è anche quello di pedalare. Ebbene sì, qualche decennio fa non era poi così scontato vedere una donna in bicicletta né vedere una donna gareggiare in competizioni ciclistiche ufficiali.

Molte donne hanno combattuto per poter utilizzare la bici e questa è diventato un simbolo importante dell’emancipazione femminile.

Dalla scomodità del biciclo alla prima partecipazione di una donna in una gara ufficiale: ecco le tappe fondamentali che hanno portato le donne a pedalare sempre di più.

Il biciclo e le donne: un binomio impossibile

Durante la seconda metà dell’Ottocento era molto diffuso il biciclo, che si caratterizzava per la ruota anteriore enormemente più grande di quella posteriore. Oltre ad essere scomodo e pericoloso a causa dell’instabile centro di gravità del ciclista, il biciclo era inaccessibile per le donne a causa dei vestiti in voga all’epoca. Gonne voluminose, abiti larghi e sottovesti inamidate non permettevano di utilizzare facilmente quel tipo di bicicletta.

Biciclo e donne
Il biciclo era veramente molto scomodo per le donne a causa degli abiti che indossavano
La rivoluzione dei “bloomers”: le donne in pantaloni

Ma anche quando, verso gli inizi del Novecento, vennero inventati nuovi modelli di bicicletta per le donne continuava ad essere un problema a causa degli abiti. Alcune di loro, però, non avevano nessuna intenzione di rinunciare al piacere e all’utilità delle due ruote. Iniziarono ad indossare i cosiddetti “bloomers”, pantaloni per donne che riprendevano lo stile delle donne turche e che rendevano molto più pratico andare in bici.

Fu uno scandalo per gli uomini dell’epoca. Si temeva che i pantaloni avrebbero potuto danneggiare le donne, minando alla loro femminilità, inducendole a stare più tempo fuori casa e a intraprendere una vita di facili costumi. Alcuni medici, addirittura, iniziarono a diffondere l’idea che andare in bicicletta fosse pericoloso per il sesso femminile: poteva portare a depressione, palpitazioni del cuore, e alla cosiddetta “bicycle face” ossia un viso pallido, arrossato e con profonde occhiaie.

Donne e bloomers
Quattro esempi di donne che indossavano i “bloomers”
L’esempio di Anne Londonderry Kopchovsky

Ebrea lettone emigrata negli Stati Uniti, fu la prima donna a fare il giro del mondo in bicicletta. Nel 1894, dopo una scommessa secondo cui nessuna donna avrebbe potuto fare il giro del mondo in bicicletta, Anne si cimentò nell’impresa partendo da Boston, attraversando Parigi, Gerusalemme e Singapore fino ad arrivare in Cina. Ritornata in patria, ebbe un’accoglienza trionfale: aveva vinto la scommessa e aveva dato nuovo impulso al movimento femminista.

Annie la prima donna
La prima donna ad aver fatto il giro del mondo in bicicletta
Alfonsina Strada, la prima tra le donne professioniste

Nel 1924 Alfonsina Strada decise di iscriversi al Giro d’Italia. Chi è? La prima ciclista donna che non solo ha osato partecipare a gare esclusivamente riservate a uomini ma ha anche addirittura raggiunto risultati migliori di alcuni di loro.

Nulla nel regolamento ufficiale impediva ad Alfonsina di partecipare al Giro, ma era comunque uno scandalo e la prestigiosa competizione rischiava di diventare una pagliacciata. A tre giorni dalla partenza un certo “Alfonsin Strada di Milano” comparve nella lista dei partecipanti al Giro.

Un errore di stampa? Non si sa, ma l’importante è che Alfonsina è riuscita a partecipare a quel Giro.

Successivamente non riuscì più a partecipare alla gara italiana, ma si tolse comunque le sue soddisfazioni. Vinse ben 36 corse, superando colleghi maschi e “autorizzati” a pedalare.

la prima ciclista donna
Alfonsina Strada, la prima tra le donne professioniste della bici

Donne come Anne, Alfonsina e tutte quelle che decisero di abbandonare le gonne per indossare i “bloomers” pur di pedalare, rivivono in ogni singola bambina che oggi impara a pedalare, in ogni singola ciclista che ogni giorno si allena e in ogni singola donna che ogni giorno sceglie la bicicletta per spostarsi in città.

Oggi guardare una donna che pedala non è più uno scandalo, ma soltanto un piacere alla vista.

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