La coppa Cobram oggi

La coppa Cobram può, a ragione, essere ben iscritta nelle scene epiche della storia del cinema mondiale. Il grande Paolo Villaggio, nel suo Fantozzi contro tutti, ha incarnato il ciclista della domenica che si dedica alla bicicletta in tarda età per scelta o, come nel caso di Fantocci … ehm Fantozzi, perché costretto contro la sua volontà (non importa se da un tirannico megadirettore visconte Cobram o da un medico che consiglia la bicicletta per rimanere in forma e risolvere qualche problemino di salute). Come ogni ciclista che comincia, anche per caso, anche Fantozzi ci prende gusto e non ci sta a perdere, tanto da ingerire la famigerata bomba che un oscuro pusher gli vende alla partenza.
E pensare che dopo il primo allenamento, di soli 40 chilometri, completato in tre ore, il nostro ragioniere ebbe qualche leggerissima difficoltà di movimento che lo costrinse a rimanere accasciato a terra davanti l’uscio di casa.
Insomma la storia di Fantozzi è quella di molti ciclisti che si appassionano a questo sport, ma speriamo per loro che questa passione abbia esiti diversi visto che la gara di Fantozzi, dopo aver visto lui e i suoi colleghi vittime di asfissia, occhi pallati, arresti cardiaci, lingue felpate, aurore boreali e miraggi, culmina con l’ingresso su di un carro funebre.
Quei pochi minuti di film sono entrati così prepotentemente nell’immaginario collettivo che a Desenzano sul Garda hanno pensato bene di riproporre una coppa Cobram, giunta alla seconda edizione. Così nel Comune in provincia di Brescia si sono inventati un revival a metà tra il goliardico e il competitivo. Una competizione molto particolare, vera e propria rievocazione della gemella cinematografica. Quest’anno trenta squadre, circa duecento ciclisti, provenienti da tutta Italia si sono sfidati nei 21 chilometri del percorso da affrontare in tre tappe. Per la rievocazione gli organizzatori hanno pensato a tutto: la bomba alla fine della prima tappa, indispensabile per affrontare il resto del percorso, un’ascesa tragicamente denominata la cima del Diavolo che in realtà è costituita da una salita poco più lunga di un cavalcavia ma che anche per via dell’equipaggiamento non proprio tecnico ha messo a dura prova i partecipanti. Mancava solo il banchetto matrimoniale sul quale Filini e Fantozzi piombano durante la gara, forse l’anno prossimo verrà previsto anche questa scena in un angolo del percorso. Per il resto tutto era curato nei minimi dettagli. Perfino l’orario e il luogo di partenza non sono propriamente quelli di una prestigiosa e tiratissima gran fondo, infatti si ci ritrova tutti alle dieci al risto-pub l’Ozioso Castellano dove si svolge l’immancabile rito della punzonatura e si parte comodamente verso le undici ma non senza aver prima consumato un’abbondante colazione messa a disposizione proprio dal ristorante con un buffet sia dolce che salato, proprio come quella che usano consumare i ciclisti professionisti prima della partenza delle tappe dei grandi giri.
Anche i duecento partecipanti, ovviamente, stanno al gioco e di ciclisti vestiti di tutto punto come fossero ad una tappa del Giro d’Italia o alla partenza di una classicissima se ne vedono davvero pochi. Molti di più quelli che indossano pantaloncini ascellari, copricapo improbabili e occhiali da aviatore spessi un dito di filiniana memoria. Le biciclette non sono sofisticate specialissime di ultima generazione con telai in carbonio e ruote ad alto profilo, ma mezzi rimediati a pochi euro, anzi molti sembrano in realtà avanzi di pattumiera, ma questo è il bello. Anche se il premio per l’originalità consegnato al corridore più estroso e creativo è stata una bicicletta offerta dall’organizzazione: la District line, un modello a scatto fisso con telaio Ferrari Anni 80. Lo spirito con il quale partecipare alla Coppa Cobram è quello di emulare in tutto e per tutto il mitico Fantozzi, anche nello stile della pedalata, infatti in molti alla partenza sono saltati in sella al grido di “alla Bersagliera” come il loro eroe, per fortuna senza gli stessi, tragici, esiti che tutti noi ricordiamo. Qualcuno si è spinto, per la verità, anche oltre e si è presentato ai blocchi di partenza vestito da Garibaldi. C’erano poi i componenti di una squadra che si è presentata in abbigliamento da carpentiere con tanto di casco da cantiere. Qualcuno è arrivato con grembiule e fiocco rosso come fosse al suo primo giorno di scuola. Due dei partecipanti si non presentati con le braccia ingessate, proprio come il furbo ragioniere che per non disputare la gara in Fantozzi contro tutti si finge vittima di un incidente e poi viene assoldato per fare da starters. Immancabile anche la mitica bianchina del nostro Fantozzi, protagonista di mille avventure, che è stata utilizzata dagli organizzatori come una speciale ammiraglia al seguito della corsa. Una grande festa che è sembrata più una sfilata di carnevale che una corsa in bicicletta, ma il modo di vivere il ciclismo non è e non deve essere per forza quello di un agonismo sfrenato, la concezione del mondo che i ciclisti hanno contempla sicuramente anche queste passeggiate ecologiche nelle quali si ci prende un po’ in giro e si lascia che i passanti ci chiedano: ma chi ve lo fa fare!
Insomma la Coppa Cobram da tortura per impiegati vessati al cinema si è trasformata in rievocazione goliardica organizzata da Mauro, titolare del Biciclettaio Matto un negozio di biciclette di Brescia. Peraltro sembra essere stata così apprezzata che alla seconda edizione ha già triplicato il numero dei partecipanti rispetto alla prima, un successo inaspettato anche per gli organizzatori che hanno visto esaurire i posti a disposizione dei ciclisti in pochi giorni. Un segnale inequivocabile che c’è molta voglia di prendersi poco sul serio e di divertirsi in giro.