Umberto Veronesi: “Una bella pedalata, in bicicletta, è un vero toccasana…”

Umberto Veronesi, oncologo di fama mondiale e da decenni impegnato nella lotta contro i tumori, ha affermato che “una bella pedalata in bicicletta è un vero toccasana per chi ha problemi di cuore, di pressione e per chi vuole perdere peso”.
In poche parole ha riassunto sapientemente 3 fra i più importanti benefici assicurati di chi ama andare in bicicletta.
E’ un’attività che può essere seguita sia come hobby che come amatore, fino ad arrivare alla competizione professionistica. In tutti i casi ha i suoi aspetti positivi a cominciare dalla salute.
Andare in bicicletta infatti significa tenere al riparo il cuore dalle malattie più diffuse del nostro tempo, come quelle cardiovascolari.
Pedalare infatti fa aumentare il battito cardiaco e permette al muscolo più importante del nostro corpo di tenersi in allenamento.
E’ questo movimento che aiuta anche a tenere sotto controllo anche la pressione, normalizzando i valori di chi è iperteso, soprattutto nelle persone anziane.
E’ un’azione che non serve solo a trattare i soggetti che già soffrono di determinate patologie, ma è anche in senso preventivo, in quanto l’organismo si rinforza, favorendo anche maggiori difese da parte del sistema immunitario.
L’aumento del battito cardiaco coincide anche con una maggiore ossigenazione dei tessuti e dei polmoni, che si abituano a una più ampia dilatazione per cui si respira meglio.
Andare in bicicletta aiuta anche a tenere sotto controllo i valori del colesterolo cattivo (cioè quello LDL), responsabile di patologie molto pericolose con l’infarto, l’ictus, la trombosi, l’ischemia e tutte quelle malattie legate alla cattiva circolazione del sangue.
Le pareti delle arterie infatti rischiano di essere occluse a causa del depositarsi di placche che calcificano e rendono necessari interventi molto delicati per essere liberate. A volte però sono fatali.
Andare in bicicletta significa anche riuscire a dimagrire, a patto però di pedalare per almeno un’ora al giorno e con un percorso che preveda anche delle salite. Una buona passeggia in sella può far bruciare fino a 600 calorie al giorno.
Ci si mantiene facilmente in forma con una sana abitudine che ha benefici anche sull’apparato muscolo-scheletrico.
Nel pedalare infatti sono interessati i muscoli degli arti inferiori, i glutei, la schiena che vengono anche rassodati e tonificati.
In particolare trovano giovamento le articolazioni del ginocchio e del femore, tra quelle che più spesso sono soggette a usura a causa dell’avanzare degli anni.
Per chi temesse di non allenare con la stessa intensità la parte superiore del corpo, può sempre integrare degli esercizi che comunque concorreranno alla perdita di peso.
Il sovrappeso e l’obesità sono infatti responsabili di molte delle malattie invalidanti della società moderna e riuscire a mantenersi in forma è un grande vantaggio, per affrontare anche l’anzianità al meglio e avere una vita di relazione serena.

In riferimento a quanto detto dal prof. Veronesi, andare in bicicletta è utile anche nella fase di cura del cancro, in quanto può stimolare l’azione delle cellule buone (i fagociti) che limitano l’azione di quelle tumorali. Pare riesca anche a dare sollievo alle persone che sono affette da malattie autoimmuni come può essere l’AIDS, che mina proprio il sistema immunitario.
Andare in bicicletta aiuta anche l’aspetto psicofisico, nel senso che conferisce buon umore allontanando pensieri negativi e pessimistici.
Non si tratta di una “favola”, in quanto trova riscontro nelle ricerche per esempio del dott. John Ratey che lavora in qualità di psichiatra presso Harvard Medical School e che ha reso noti i risultati di un trattamento da lui stesso messo a punto, dal nome “cicloterapia”.
Ha infatti invitato i suoi pazienti, alcuni dei quali affetti da una forma molto seria di depressione, ad andare in bicicletta per anno.
Tutti hanno avuto ottimi riscontri e in particolare, proprio i pazienti affetti da depressione grave, sono decisamente migliorati.
Il nostro organismo infatti risponde all’attività motoria con la sintetizzazione di un ormone, le endorfine, che agiscono proprio sullo stato emotivo in senso migliorativo.
Le stesse endorfine sono conosciute anche con il nome di “ormone della felicità”.
Il benessere psicofisico che può portare l’abitudine ad andare in bicicletta riguarda anche la salute pubblica, se si pensa che questo mezzo è del tutto ecologico.
Non ha emissioni di nessun tipo e non necessita di carburante, non consuma l’asfalto, non occupa grande spazio ed è utile ad evitare lo stress del traffico in quanto si passa facilmente anche in piccoli spazi.
Andare in bicicletta infatti aiuta non solo a scaricare lo stress accumulato sul lavoro o per il fatto di essere imbottigliati nel traffico cittadino, ma evita anche quello della ricerca smodata di un parcheggio che difficilmente si trova in una grande città.
L’aspetto ecostostenibile dell’uso della bicicletta, anche solo per i percorsi più brevi, ha quindi ripercussioni dirette sulla qualità della vita, che può essere migliorata usando di meno l’automobile privata.
Grazie dunque all’uso della bicicletta la salute viene tutelata 2 volte: una in modo diretto perché permette di mantenersi in forma e l’altra in modo indiretto perché diminuiscono le emissioni di gas serra e si preserva il pianeta dagli effetti catastrofici del riscaldamento globale.
Se ne parla di meno rispetto agli anni ’80, quando fu lanciato l’allarme per il buco nell’ozono, ma per fortuna c’è chi fa scelte responsabili e nel suo piccolo collabora nel rispettare la natura.
Proprio quest’ultima ha un legame molto stretto con la bicicletta.
Chi è appassionato sa quanto può essere bello pedalare in mezzo a prati verdi, ai boschi, alle salite e discese di montagna, oppure costeggiare i laghi o semplicemente godersi gli spazi verdi della città la domenica.
E’ un punto di vista privilegiato che il ciclista apprezza ancora di più quando la stessa fatica di arrivare alla meta ripaga di incredibili bellezze o semplicemente con la pace che un oasi naturalistica può dare.
La buona notizia è che in Italia si sta diffondendo nuovamente l’uso di questo mezzo per spostarsi anche nelle città con il bike sharing (molto di più nel nord Europa), o comunque con un mezzo proprio.
Nell’ottica del bike sharing c’è anche una componente legata al risparmio che deriva da un mezzo che è praticamente a costo “zero”, specie per i giovani che amano spostarsi in libertà e non avere spese incombenti per un’automobile.